Mi stavo preparando per andare in palestra e ho indossato dei leggings. Prima della diagnosi non avrei mai avuto il coraggio di uscire così.
A casa mi sono guardata allo specchio e, per un momento, mi sono piaciuta. Sono uscita. Poco dopo, guardando di nuovo le mie gambe mentre camminavo per strada, la percezione è cambiata completamente: improvvisamente le vedevo brutte e mi è venuta voglia di tornare a casa a cambiarmi.
Mi sono chiesta se farlo davvero. Poi ho deciso di continuare.
Mi sono detta che anche se qualcuno avesse guardato o giudicato le mie gambe, io sarei comunque arrivata in palestra. Per me convivere con il lipedema significa anche questo: non soltanto gestire il corpo, ma affrontare continuamente pensieri che possono cambiare nel giro di pochi minuti.
Quel giorno la mia piccola vittoria è stata semplicemente non tornare indietro.